Nairobi, marzo 2025, testimonianze dal “Tamu Corner” di Njiru
La grande novità della missione 2025 è l’apertura di un punto ristoro, in un’area vicina al Center, chiamata Sanix, in cui si trova anche una sala coperta, denominata Arena, in cui con un piccolo contributo gli abitanti di Njiru possono seguire le più importanti partite di calcio. L’obiettivo è avviare alcune opportunità di lavoro per i maggiorenni del center. Il punto ristoro ha un nome scelto in modo collettivo: Tamu Corner (l’angolo delle prelibatezze). Ecco alcune brevi interviste a ragazzi e ragazze del Center.
Ken: (il ragazzo che insieme a Lucy gestisce il Tamu Corner)
Vedo un grande futuro, nel giro di qualche mese i clienti aumenteranno e per attrarli introdurremo anche nuove proposte. Sicuramente le patate fritte perché tutti le chiedono (ma dobbiamo ancora attrezzarci), proporremo anche l’hugali (ndr piatto molto diffuso, simile alla polenta bianca) con le verdure perché molte persone arrivano tardi la sera e non hanno voglia di cucinare e quindi ce lo ordinano; e così anche a pranzo per gli operai dei molti cantieri in atto. Inoltre ci stiamo organizzando anche per il delivery e le ordinazioni al telefono. Offriamo la possibilità di pagare con il telefono perché qui è un sistema molto diffuso.
Lucy: (la ragazza lavora al Tamu 3 giorni la settimana perchè ha anche un lavoro di 3 giorni la settimana presso un altro fast food)
Non trovo faticoso lavorare in due posti, anche se preferisco il Tamu, ma per ora non posso lasciare l’altro lavoro finchè il Tamu non cresce abbastanza. Ho frequentato il corso professionale di cucina per cui mi piacerebbe in futuro lavorare in un ristorante più grande, ma al momento questa è una buona esperienza. Nell’altro posto cucino anche il pesce, al Tamu i piatti che mi piace di più preparare sono i kebab (ndr un rotolo fritto di carne tritata) e i samosa (ndr fagottini fritti ripieni o con verdure o con carne).
Sylviah: (una ragazza da poco maggiorenne con disabilità)
Mi piace molto lavorare qui al Tamu. All’inizio lavavo solo le stoviglie ma adesso aiuto a preparare le verdure e ho imparato a “chiudere” i samosa. Inoltre mi piace usare gli attrezzi di cucina e mi sento utile. A scuola sono in classe con bambini più piccoli: qui sto con quelli più grandi e mi piace molto.
Ramsey: (un ragazzo che va ancora a scuola, quindi non lavora al Tamu, ma passa spesso per stare in compagnia).
Sono convinto che il Tamu Corner crescerà, vedo che i clienti apprezzano il cibo, soprattutto le uova sode con il kaciumbari (ndr un condimento a base di pomodoro e cipolla), il kebab e il chapati (ndr simile a una piadina) con smookie (ndr salamini di vitello affumicati) kaciumbari e ketchup. Ogni tanto aiuto Ken, ad esempio a pelare le patate, così lui si stanca meno. E’ proprio un bel posto in cui stare insieme.
Nairobi, novembre 2024, lettera dal Progressive Center
Vi aggiorno sugli ultimi avvenimenti delle ragazze e dei ragazzi del Progressive Center. Vi mando anche alcune ultime fotografie.
Collins e i suoi fratelli hanno deciso di portare le capre a fare una passeggiata in uno spazio aperto lì vicino per mangiare erba fresca. L’allevamento di polli sta andando bene!! Vogliamo solo vendere le galline ovaiole per la carne entro Natale, dato che sono vecchie e non producono più uova, e sostituirle immediatamente con altre galline! Nel frattempo abbiamo già venduto alcuni conigli e tre capre della fattoria .La coltivazione idroponica che avevo iniziato mentre era qui la missione è decollata molto bene, anche se ha subito gravi conseguenze quando all’inizio di quest’anno abbiamo avuto forti piogge. Ho comunque protetto le colture con una rete per ridurre al minimo la forza della pioggia.
Le lezioni di sartoria sono riprese! Abbiamo un team molto interessato e sono molto felice che vogliano imparare! Anche Sharon e John, stanno seguendo bene le loro lezioni! (ndt: sono bambini che stanno seguendo un percorso per contenere la balbuzie). Per l’altro gruppo di 6 bambini con problemi di lettura e scrittura, gli insegnanti stanno lavorando su di loro, prendendo ogni bambino individualmente!! Lavoro fantastico! Senza dimenticare la nostra ragazza Virginia (ndt: è una ragazza con ritardo cognitivo che sta imparando le attività di base per la cura della casa): lei non ricorda un sacco di cose ma sta anche molto meglio!! Sciacquare bene i piatti è stato un problema all’inizio ma sta recuperando. L’ho messa alla prova anche prendendosi cura di un bambino di un anno cambiando i pannolini, dandogli da mangiare e lo sta facendo davvero bene.
Eugene ha finito il liceo. Siamo andati a prenderlo!! Aspettavo solo che uscissero i risultati per sapere come si è comportato, ma ho la sensazione che andrà direttamente all’università!! A parte tutto questo, ringrazio Dio che tutti i bambini vadano a scuola!! Lucy B non si è ancora diplomata e quindi stiamo ancora aspettando, anche se sta già lavorando!! Lucy A, Mary sono anche loro al lavoro! Anche Hillary Big!
Per il pozzo, l’impianto solare è stato collegato alla pompa e funziona perfettamente! Non dovremo più preoccuparci di spese più elevate per l’elettricità per pompare l’acqua. Si accende automaticamente e quindi abbiamo l’acqua in tutto il centro, nella serra e a casa mia, grazie mille a tutti voi. NIENTE PIÙ ACQUA SPORCA E NIENTE PIÙ BOLLETTE .
Ancora una volta a nome della mia grande famiglia, che le benedizioni e le ricompense di Dio siano su tutti voi. Sono così onorata di avere veri amici come voi!!
Mum Sally
Nairobi, 28 marzo 2024, grande giornata per Steven
Steven è un ragazzo di 20 anni, abbandonato èalla famiglia, cresciuto al Progressive. Ha concluso a dicembre, in una scuola esterna, gli studi superiori e a maggio inizierà un corso di un anno per elettricista, grazie al sostegno di uno dei nostri sponsor. Nell’attesa si dà da fare svolgendo varie incombenze nel Center e aiutandoci molto nelle attività. Si è appassionato ai laboratori di macramè e di creazione di bigiotteria, rivelando ottime capacità e inventiva. Si è impegnato anche nel guidare un gruppetto di ragazzi più giovani trasferendo loro quanto ha imparato in questi laboratori.
È stato di così grande aiuto che abbiamo pensato di andare con lui al Kariokor market a Nairobi dove si trovano tutti gli accessori possibili e immaginabili per la creazione di collane, braccialetti, orecchini….
Emozionato ci ha detto che per la prima volta vedeva Nairobi: scendendo dal matatu ha avuto un piccolo moto di paura nell’incontrare il traffico caotico (a dir poco) e la massa di gente in movimento nelle strade piene di attività commerciali. Al mercato si è lanciato nel chiedere info sui vari materiali e, sebbene un po’ frastornato dall’ampia proposta, ha scelto con criterio e moderazione ciò che potrà servirgli con l’obiettivo di recuperare qualche risorsa vendendo le sue creazioni.
Giornata intensa, al termine della quale si sentiva pieno di idee: ringraziando ci ha tenuto ad assicurarci che sarà un’attività riservata al suo tempo libero, senza distrarlo dagli studi che sta per intraprendere.
Lallo
Njiru – Nairobi, 23 marzo 2024, terzo report missione
La nostra presenza a Njiru prosegue, così come le attività con i ragazzi: la biblioteca ha nuove finestre, luce dal tetto, una buona dotazione di libri che cercheremo di integrare ancora: è diventata un piccolo luogo abbastanza accogliente, anche grazie ai colorati “mobiles” fatti dai bambini e a qualche piantina appesa grazie ai portavasi in macramè, realizzati sempre da loro.
L’attività creativa ha consentito anche di colorare un po’ il cortile, come potete vedere dalle foto sulla pagina FB: abbiamo puntato in alto e Mondrian e Kandisky ci hanno ispirato!!!!
Anche nel refettorio abbiamo fatto posizionare una parte di copertura trasparente per migliorare l’illuminazione e i disegni dei bambini rallegrano le pareti; mentre simpatiche tendine multicolor ingentiliscono il dormitorio delle ragazze.
Pensiamo che cercare di coltivare anche il gusto per il bello sia un’attività certo non risolutiva ma utile a migliorare un po’ le condizioni di vita.
I ragazzi continuano ognuno nella propria scuola e abbiamo visitato quelle di Zainabu, di Joseph e Jimrinz, di Cinthya, Margaret e David, di Ramsey, Nickson, Collins, Ruth e Noemi, e quella di Hillary e Cisco, ricavando da tutte una buona impressione. Pochi giorni fa siamo andati a trovare Jeremy che ci ha fatto visitare l’università e la sua abitazione: una stanza modesta ma tenuta con grande cura.
Zainabu è risultata tra le migliori della scuola che ospita ben 384 studentesse del grade one che lei frequenta: undicesima nella graduatoria complessiva e quarta nella sua classe di 83 alunne.
In mezzo a queste buone notizie purtroppo c’è n’è una non bella: Dennis, un bambino di 12 anni, lunedì scorso ha eluso il controllo e si è allontanato volontariamente e in modo pianificato dal Center. Fatte segnalazioni e denunce alla polizia, distribuite fotografie, non è stato però possibile rintracciarlo. Dopo diversi giorni abbiamo saputo che ha raggiunto suo fratello maggiore che vive in strada ma di cui non si sa nulla. Speriamo che a un certo punto decida lui di tornare; viceversa è molto fondato il timore che non verrà più rintracciato. Purtroppo ci troviamo di fronte a uno dei tristi aspetti della realtà infantile rispetto ai quali ci si sente impotenti.
Anche la ricerca di un insegnante specializzato per bambini con maggiori difficoltà ci fa scontrare con una realtà qui molto diffusa: malgrado gli accordi e gli impegni presi, la persona individuata non si è più presentata e si è resa irreperibile. Succede spesso.
Altri contatti si sono rivelati infruttuosi o troppo costosi. Poi, grazie a un contatto fornitoci dal Padre Comboniano Kizito che abbiamo avuto il piacere di incontrare a Nairobi, è stato individuato un giovane insegnante, Newton, con cui si è trovato l’accordo. Possiamo sperare che la prossima settimana si presenti per un periodo di prova di tre mesi. La prova è indispensabile poichè Newton è laureato, ha fatto diversi tirocini con studenti con differenti difficoltà, ma, data la giovane età, non ha ancora grande esperienza. Intanto abbiamo chiesto a Sally di provvedere con il preside e il direttore della scuola a riorganizzare l’orario in modo da intensificare le opportunità di ore di insegnamento individualizzato.
In questì ultimi giorni abbiamo incontrato altri impresari che ci hanno presentato preventivi per il pozzo e abbiamo buone speranze di rientrare in Italia ai primi di aprile avendo definito alcuni accordi fondamentali. ma anche in questo caso fissare appuntamenti che vengano rispettati è un po’…difficile!! I lavori non potranno comunque iniziare prima di agosto, periodo di chiusura della scuola
Gianna, Lallo, Rosa e Giammario
Murang’a, 22 marzo 2024, visita all’Università di Jeremy
Domenica scorsa siamo andati a Muranga, dove Jeremy ci ha fatto visitare l’università che, con buoni esiti, sta frequentando grazie all’impegno dei suoi “sponsor” italiani.
L’area universitaria è molto vasta, pulita, accogliente e dotata di laboratori. La popolazione studentesca, maschile e femminile, supera la 8000 unità.
Abbiamo poi visto l’abitazione di Jeremy, una stanza molto modesta ma tenuta con cura e pulizia: è più economica di quelle nel centro di Muranga, cittadina che vive sulla popolazione studentesca, ma ha lo svantaggio di comportare alti costi di trasporto. E’ però molto difficile trovare stanze libere in una posizione più centrale: Jeremy sta in allerta per trovare soluzioni migliori. In ogni caso la quota che stiamo trasferendo al momento è sufficiente a far fronte sia alle tasse sia a tutte le spese.
Abbiamo concluso la visita pranzando con lui in un bel posto lungo il fiume: è stato molto contento e orgoglioso di raccontarci la sua vita da studente.
Gianna, Rosa, Lallo e Giammario
Njiru – Nairobi, 1 marzo 2024, secondo report missione
Dopo 3 settimane Silvio è ripartito per l’Italia e sono arrivati Rosa e Giammario. Di nuovo tanta commozione sia per chi è partito sia per chi è arrivato.
Come forse avete visto sulla pagina FB i ragazzi del grade 6 (5^ elementare) hanno iniziato un laboratorio guidato da una signora di Buruburu che sta insegnando loro a fare i braccialetti tipici. Con noi stanno imparando a fare le chiusure per collane e braccialetti e gli studenti del grade 5 (4^ elementare) hanno iniziato il macramè: tutte attività molto utili per allenare la motricità fine, favorire l’attenzione, la concentrazione e la precisione, con la soddisfazione finale di indossare ciò che hanno prodotto.
Sia Mum Sally che il direttore Tony condividono con convinzione il fatto di dedicare qualche ora curriculare a queste attività: durante le ore di lezione è organizzativamente più semplice lavorare per piccoli gruppi, condizione indispensabile per ottenere buoni risultati. Quando termina l’orario scolastico passiamo a giochi in gran parte ormai autogestiti: i 3 responsabili del magazzino dei giochi distribuiscono puzzle, memory, materiale per eseguire i mandala che hanno imparato a fare negli scorsi anni, giochi per i bimbi più piccoli .
Sotto la guida di Rosa alcuni stanno creando dei “mobile” da appendere alla bouganville e alle finestre per ingentilire l’ambiente. Utilizziamo materiali in gran parte di recupero che abbiamo collezionato grazie a una raccolta tra amici e parenti. Vi rimando come sempre alle foto su FB (facebook/infoactionfor) ricordandovi che la pagina è accessibile anche a chi non ha facebook.
Dopo una faticosa ricerca è stata individuata una insegnante di sostegno che prenderà servizio la prossima settimana: a detta del direttore ha presentato un buon curriculum e una richiesta economica compatibile con le nostre risorse. Ovviamente ci sarà un periodo di prova e assestamento che speriamo si rivelerà positivo. Il suo intervento sarà per piccoli gruppi nelle ore mattutine per intervenire in modo specifico su chi ha maggiori difficoltà, e nelle altre ore avverrà come supporto in compresenza con gli insegnanti.
In queste settimane abbiamo conosciuto il direttore Toni che ha la responsabilità dell’organizzazione delle attività scolastiche, di supervisione sull’operato degli insegnanti e che si occupa anche della loro formazione; il preside Karioky, da sempre presenza assai importante per il Progressive, oltre a insegnare si occupa delle relazioni con le diverse scuole, ormai numerose, frequentate dai ragazzi che hanno terminato la scuola di base interna al Progressive.
La scelta, abbastanza obbligata dal nuovo ordinamento scolastico che richiede strutture e laboratori per le scuole superiori, di iscrivere ragazze e ragazzi a scuole esterne si sta rivelando molto positiva: al di là dei diversi risultati scolastici dei singoli, in generale ragazze e ragazzi stanno traendo beneficio dalla relazione con il mondo esterno, con compagne e compagni che non vivono nel Centro; oltre a vivere esperienze di autonomia negli spostamenti.
La Greenhouse, come segnalato nel precedente report, procede rigogliosa, una capretta e qualche coniglio hanno avuto bisogno delle cure di un veterinario e Edu segue il tutto con dedizione. Prosegue la produzione di latte e di uova, in numero sufficiente per le esigenze del centro e per essere vendute. Lee, che ha terminato la scuola superiore e fino a settembre non inizierà l’università, ha ricevuto da Sally l’incarico di gestire gli introiti e le piccole spese che, grazie a questi, possono essere sostenute per rispondere ad alcune esigenze quotidiane del centro: Lee sta svolgendo questo compito con l’abituale serietà.
Stiamo dedicando tempo all’individuazione della ditta e delle migliori condizioni per la realizzazione del pozzo che finanzieremo con il progetto Kupanda3 con il contributo ai sensi dell’8permille della chiesa valdese. In linea di massima i lavori potrebbero iniziare ad agosto, periodo in cui non ci sono lezioni, per evitare il disturbo del rumore della trivella e avere nel centro solo gli studenti interni e ridurre quindi i problemi di sicurezza.
Nel frattempo, a partire da maggio, si potranno avviare le pratiche di concessione e tutti i passaggi burocratici, nonché i rilievi idrogeologici.
Gianna, Lallo, Rosa, Giammario
Njiru – Nairobi, 25 febbraio 2024, gita in piscina
Se dovessi dare un volto alla felicità non potrei sceglierne uno solo, ma almeno 40 o 50: sono i volti dei bambini e della bambine, delle ragazze e dei ragazzi del Progressive quando siamo andati in piscina. Per la quasi totalità era la prima volta, il primo incontro non solo con una piscina ma con l’acqua in così grande abbondanza (malgrado si tratti di una piccola piscina di un albergo a pochi chilometri dal Center). Qualche perplessità, poi tutti dentro, ridendo, saltando, avvigghiandosi a me e a Lallo in acqua, mentre Rosa, Giammario e la bagnina assicuravano il controllo da bordo piscina. Una giornata intensa, in cui si erano emozionati già solo salendo sul “matatu” (bus locale) tutto per loro e, ovviamente, con la musica “sparata”!!!
Gioia ed emozione che hanno trasmesso agli ospiti (in verità pochi) dell’albergo che, quando Mum Sally ha spiegato chi erano tutti loro, hanno di buon grado lasciato campo libero decidendo che quella era la loro giornata!!
I più piccoli hanno negato fino allo stremo di avere freddo dopo almeno due ore in acqua, malgrado battessero i denti! I più grandi si sono lanciati in tentativi di nuoto. E alla fine, quando è riuscita ad attraversare la piscina nel suo lato più corto, Zainabu si è scatenata gridando con gioia : “I can swim, I can swim!!”.
Un’esperienza che non dimenticheranno…e neppure noi!
Gianna
Njiru – Nairobi, 10 febbraio 2024, primo report missione
Da mercoledì sera Lallo, Silvio ed io siamo a Njiru. Come ogni anno Sally ci ha accolti con generosità e ci sentiamo come a casa malgrado la grande distanza.
Giovedì il primo incontro con i ragazzi è stato come sempre carico di emozione. Sono ovviamente cresciuti e in totale sono sempre una sessantina. Stanno tutti bene, proseguono, ognuno con le proprie possibilità, i percorsi scolastici. E’ stato un momento carico di dolcezza l’arrivo al centro dei 5 ragazzi che hanno appena iniziato la junior high school grazie alla vostra generosità: sono molto grati a tutti coloro che stanno rendendo possibile la costruzione del loro futuro.
Lee ha terminato la high school ed ora sta riflettendo sul suo futuro universitario.
La scuola interna sta traendo buoni frutti dalla presenza del preside che dallo scorso anno ha assunto questo ruolo. Lo incontreremo la prossima settimana perché è via per qualche giorno e con lui e Sally faremo il punto alla luce del non rinnovato finanziamento da parte dell’Unione Buddista del progetto Kusoma, sapendo di poter attingere a donazioni e ai frutti del nostro banchetto che a Natale ha consentito di raccogliere risorse.
E’ stato di grande soddisfazione vedere direttamente i cambiamenti della struttura che sono stati resi possibili grazie a tutti voi: i dormitori sono accoglienti e ragazze e ragazzi li tengono con cura e ordine, la sala refettorio non lascia spazio al ricordo di quel locale come era quando costituiva il dormitorio delle ragazze, e tutti lo utilizzano con piacere sia per mangiare sia per le attività di studio e di gioco.
La sorpresa più grande che Sally ci ha riservato è la Green House: è rigogliosa, dotata di nuove strutture di coltura idroponica, gli animali sono numerosi e in buona salute, alle galline si sono aggiunte anatre, faraone, colombe (richieste dal mercato della cucina cinese). Alcuni conigli e alcune capre sono state vendute, così come parte della verdura, consentendo piccoli ricavi utili per procacciare il mangime, mentre per la concimazione le deiezioni degli animali consentono una autoproduzione sufficiente. Grazie all’associazione di Racconigi nei mesi scorsi è stata sostituita la copertura della serra, e il ragazzo assunto per seguire coltivazioni e animali lavora di buona lena ed è contento della sistemazione.
Passati questi primi tre giorni di ambientamento, ci mettiamo al lavoro per impostare la realizzazione del pozzo e seguire la conclusione e rendicontazione del progetto Kupanda 2. Con mum Sally proveremo anche a impostare una pianificazione dei prossimi interventi di miglioramento della struttura per quanto riguarda aule e servizi igienici.
In settimana i ragazzi sono impegnati con la scuola: il sabato e la domenica saranno dedicati a giochi e attività creative. Per ora è tutto.
Gianna, Lallo e Silvio
Racconigi, 12 giugno 2023
Bella serata a Racconigi, per il 25mo compleanno del Fondo di solidarietà: un momento di condivisione di percorsi comuni, in differenti aree del mondo. Condivisione anche di valori, motivazioni e obiettivi.
E un gesto di grande solidarietà: il fondo di Racconigi ha destinato ad action for il denaro necessario per rinnovare la serra della Greenhouse, ormai usurata.
Un grazie agli amici di Racconigi: ci mettiamo subito all’opera e presto la nuova serra sarà realizzata.
Torino, 18-23 maggio 2023
I LENZUOLI DELLA MEMORIA MIGRANTE*
Dal Centroamerica ai Balcani, dal Mediterraneo alle Canarie.
Dalla frontiera di Trieste a quella italo-francese
Sono dieci, raccolti nello spazio suggestivo della Cavallerizza Reale dal 18 al 23 di maggio 2023 in occasione della XIX edizione del Salone Off, per il Salone Internazionale del Libro di Torino.
Ad accogliere i visitatori, come auspicio alla libertà di movimento, uno stupendo abito femminile, cucito dalle donne sub-sahariane rifugiate dalla Libia a Medenine (Tunisia). I lenzuoli, come le pagine di un libro aperto, sono occasione di memoria attiva, luogo di solidarietà, incontro di comunità che cercano Verità e Giustizia. Da anni viaggiano di Paese in Paese, attraverso le iniziative delle Carovane, per preservare le storie delle persone, per dare nomi ai numeri, per riportare in vita la memoria degli scomparsi nel tentativo di attraversare un confine alla ricerca di un futuro degno.
L’esposizione sarà arricchita da incontri con presentazione di libri e storie di migrazione
con CarovaneMigranti/CaravanaAbriendo Fronteras/Action for
*Il primo lenzuolo nasce nel 2020, da una proposta di Daniela Gioda, artista e attivista di Carovane Migranti.
Un’ adesione del tutto particolare ad un progetto artistico #LenzuoliSOSpesi di Silvia Capiluppi, artista milanese che inizia a ricamare il primo di una lunga serie di lenzuoli nelle settimane di lockdown.
Njiru, marzo 2023, quarto report missione
Sta per concludersi la nostra terza missione a Njiru. Tante le cose fatte, molte quelle che dovremo ancora affrontare.
Sono arrivati i conigli ed è già nata la prima nidiata. Abbiamo acquistato un trituratore che consentirà di ottimizzare l’utilizzo degli scarti della Greenhouse per l’alimentazione degli animali. In questa ultima settimana abbiamo provveduto anche a potenziare la capacità di stoccaggio dell’acqua alla Greenhouse.
Con Sally e il maestro/ preside Jhon, abbiamo definito i contenuti per il progetto Kusoma 2 che presenteremo all’Unione Buddhista Italiana non appena uscirà il bando: il progetto ha dovuto essere adeguato al nuovo ordinamento scolastico entrato in vigore da gennaio. Occorrerà potenziare per il 2024 la campagna di sponsorizzazione dei percorsi scolastici dei singoli ragazzi perché crescerà il numero di coloro che dovranno frequentare una scuola esterna. Il nuovo ordinamento prevede obbligatoriamente che le scuole si dotino di laboratori, cosa al momento non fattibile né gestibile internamente al Progressive.
Ieri è iniziato il corso di educazione sessuale concordato con Tuinuke, l’associazione di donne sieropositive con cui siamo entrati in contatto grazie alle ragazze in servizio civile volontario: coinvolge tutti i bambini e le bambine a partire dai 7 anni, i ragazzi, le ragazze e le due giovani mamme. L’effettuazione del corso (finanziato con risorse del progetto Kusoma) costituirà anche una fonte di finanziamento per Tuinuke, da cui abbiamo anche acquistato alcuni manufatti che integreranno quelli realizzati dalle nostre socie e arricchiranno l’offerta del nostro banchetto di autofinanziamento.
Sempre grazie alle ragazze in servizio civile, abbiamo anche istituito un contatto che potrebbe rendere più sistematico il ricorso di Sally all’Health Center che fornisce gratuitamente una serie di servizi sanitari. Al momento ci siamo concentrati sull’effettuazione di test HIV per alcuni nuovi arrivati e sull’aggiornamento della situazione vaccinale dei singoli ragazzi.
E’ nata una piccola biblioteca che viene frequentata nel doposcuola e nei week end. Abbiamo cercato di coinvolgere anche le insegnanti delle prime classi affinché inseriscano anche nelle ore scolastiche qualche momento in biblioteca con i più piccoli.
Lunedì siamo andati a trovare Hillary, Sharon e Virginia che frequentano, per motivi diversi, la scuola speciale. Stanno bene e Hillary comincia ad articolare qualche parola ed è contento degli apparecchi acustici.
Gianna, Lallo, Silvio
Njiru, febbraio 2023, terzo report missione
Venerdì scorso ci ha raggiunti Silvio e oggi Rosa e Giammario tornano in Italia.
Sono state completate le gabbie e Mike, dopo le necessarie ricerche sul mercato, ha acquistato i conigli. Da una settimana Hillary indossa gli apparecchi acustici ed ha iniziato la “speech therapy” con l’insegnante specializzata che gli dedicherà ore individuali nei prossimi tre mesi fino al controllo in ospedale: poi il medico dirà come proseguire. È stato possibile coprire le spese per gli apparecchi e per questi primi mesi di terapia e controlli grazie a una generosa donazione.
Abbiamo avuto un interessante contatto, grazie alla ragazze in servizio civile, con un’associazione nata anni fa a Gorokocho tra donne sieropositive e che da allora, finanziandosi vendendo manufatti tessili prodotti da loro, hanno avviato interventi diffusi sul territorio finalizzati all’educazione sessuale, alla prevenzione e alla pianificazione famigliare. Con loro avvieremo un percorso con tutti i ragazzi del centro, divisi per gruppi formati in base all’età, a partire dai 7 anni.
Rispetto ai corsi professionali Mary si iscriverà a quello per estetista, mentre Cisco è orientato verso un corso per meccanico. Lucy è ancora molto confusa e indecisa e un insegnante sta cercando di aiutarla ad orientarsi nella scelta. Grazie a una donazione di una fondazione statunitense, è stato realizzato un nuovo dormitorio che consentirà di sistemare meglio i ragazzi e di suddividere in due locali le ragazze che attualmente dormono in un unico dormitorio assai affollato.
A lavori finiti, le ragazze in servizio civile pensano di lanciare via web una raccolta fondi per acquistare letti e materassi nuovi. Replicheremo la collaborazione con Action for già sperimentata per raccogliere i fondi per la cucina. Domenica grande gioia per i regali che Silvio ha portato per ognuno di loro e anche grande commozione per la partenza di Ian, il ragazzo laureato in informatica, che è stato scelto per un tirocinio retribuito in un progetto governativo. Con Sally abbiamo tracciato un’ipotesi per le iscrizioni del 2024 alla luce del nuovo ordinamento scolastico entrato in vigore a gennaio: su questa base in aprile presenteremo la richiesta all’Unione Buddhista Italiana ai sensi dell’8permille sperando ci concedano di nuovo il contributo.
Grazie a una bella idea di Rosa, stiamo allestendo in un piccolo spazio una altrettanto piccola biblioteca: appena pronta invieremo le foto. Lasceremo dei fondi per implementare la, per ora modesta, dotazione di libri. Ieri abbiamo portato i piccoli “in gita” alla Greenhouse per vedere quanto sono cresciute le capre, mostrare loro i primi frutti del passion fruit e della papaia; in segno di buon auspicio abbiamo appeso al mango, già ricco di frutti, alcuni pendagli sonori e luccicanti che Silvio ha ricevuto in dono da un’amica che li produce; altri “mobile” nei prossimi giorni coloreranno gli ambienti del Centro.
Gianna, Lallo, Rosa, Giammario, Silvio
Torino, marzo 2023
La libertà di spostamento nel mondo costituisce un diritto inalienabile di ogni essere umano: scegliersi gli spazi della propria esistenza dovrebbe infatti essere alla base del principio di autodeterminazione di ogni individuo. Con le carovane che periodicamente si muovono in Italia e all’estero si vuole tenere alta l’attenzione sul tema della migrazione: incontri stampa, eventi pubblici, marce, testimonianze dirette di migranti o di parenti di migranti, spesso scomparsi, in Italia come nel nord Africa fino ad arrivare al centro America e al Messico.
La pratica del viaggio, oltre a consentire di condividere storie che sarebbero inevitabilmente destinate all’oblio, permette di consolidare rapporti di collaborazione e solidarietà rispetto alle buone pratiche che crescono inaspettate in decine di realtà in resistenza. La Carovana è poi «veicolo» di istanze di madri e padri che cercano i famigliari dispersi nel territorio italiano dopo il loro arrivo in Italia e ai quali ancora non è stata data alcun tipo di risposta a riguardo.
Annualmente Carovane Migranti partecipa all’organizzazione della Caravana, in collaborazione con Abriendo Fronteras (organizzazione spagnola) e Ongi Etorri (organizzazione basca): nel 2021 si è svolta alle Canarie, altro territorio di approdo dall’Africa.
Carovana Migranti
Njiru, febbraio 2023, secondo report missione
Sta per concludersi la terza settimana di permanenza a Njiru; Lallo e Giammario sono arrivati poco più di una settimana fa. Da quindici giorni siamo senza elettricità e tocchiamo con mano le difficoltà cui nel nostro mondo non siamo abituati. Ovviamente siamo anche senza wifi il che rende le comunicazioni un po’ più difficili…..e ogni tanto manca anche l’acqua!!
In questi ultimi giorni di vacanza abbiamo impegnato i ragazzi in giochi e attività creative ed è decollato un piccolo laboratorio di taglio e cucito che è risultato gradito a molte ragazze e qualche ragazzo. Intanto abbiamo provveduto a sistemare le uniformi scolastiche. L’anno scolastico è iniziato ma solo da domani andrà a pieno regime. Lallo e Giammario si sono dedicati alle iscrizioni dei ragazzi che frequentano scuole esterne, grazie alla generosità di molti, e a predisporre tutta la documentazione necessaria per un primo rendiconto all’Unione Buddhista Italiana che ci ha concesso un contributo per la scuola del Progressive. Intanto abbiamo predisposto e inviato pochi giorni fa il progetto Kupanda 3 con cui chiediamo alla Chiesa Valdese, aisensi dell’8permille, un finanziamento per costruire un pozzo e dare così una risposta a una delle criticità per il Centro e per la Greenhouse.
Insieme a Sally, come previsto dal progetto Kupanda 2, abbiamo individuato la persona che si farà carico di seguire i vari progetti, attuali e futuri, sollevando Sally stessa da ulteriori carichi. Si tratta di Mike, un giovane cresciuto al Centro e che per alcuni anni vi ha insegnato e coordinato tanti aspetti pratici della gestione. Da tre anni vive fuori dal Centro, ha lavorato per una impresa ed ora stipulerà con il Progressive un contratto part time che stiamo predisponendo secondo le norme kenyane. È un ragazzo molto affidabile e molto legato a Sally e ai ragazzi oltre ad essere entusiasta della Greenhouse. Nei prossimi giorni dovremo definire con Sally e con i ragazzi coinvolti le scelte per i corsi professionali che alcuni di loro frequenteranno sempre grazie al progetto Kusoma.
Gianna, Rosa, Lallo e Giammario
Segen: la sua storia, la sua poesia
Segen è morto di denutrizione il 13 marzo 2018, il giorno del suo arrivo presso l’hot spot di Pozzallo in Sicilia. Al medico che cercava di fargli dire le ragioni della sua condizione è riuscito a rispondere solo “Libia, Libia” e poi è spirato. Segen non era il suo vero nome. Lo chiamavano così perché nel piccolo villaggio di Mai Mine, nel cuore dell’Eritrea da dove è partito, così vengono soprannominate le persone alte e con il collo lungo che pare quello di una giraffa. Il suo nome era Tesfalidet Tesfom e ci ha lasciato questa poesia
Non ti allarmare fratello mio
Non ti allarmare fratello mio, dimmi, non sono forse tuo fratello?
Perché non chiedi notizie di me?
È davvero così bello vivere da soli,
se dimentichi tuo fratello al momento del bisogno?
Cerco vostre notizie e mi sento soffocare
non riesco a fare neanche chiamate perse,
chiedo aiuto,
la vita con i suoi problemi provvisori
mi pesa troppo.
Ti prego fratello, prova a comprendermi,
chiedo a te perché sei mio fratello,
ti prego aiutami,
perché non chiedi notizie di me, non sono forse tuo fratello?
Nessuno mi aiuta,
e neanche mi consola,
si può essere provati dalla difficoltà,
ma dimenticarsi del proprio fratello non fa onore,
il tempo vola con i suoi rimpianti,
io non ti odio,
ma è sempre meglio avere un fratello.
No, non dirmi che hai scelto la solitudine,
se esisti e perché ci sei con le tue false promesse,
mentre io ti cerco sempre,
saresti stato così crudele se fossimo stati figli dello stesso sangue?
Ora non ho nulla,
perché in questa vita nulla ho trovato,
se porto pazienza non significa che sono sazio
perché chiunque avrà la sua ricompensa,
io e te fratello ne usciremo vittoriosi affidandoci a Dio.
Tesfalidet Tesfom
Njiru, gennaio 2023, primo report missione
Siamo di nuovo insieme ai ragazzi di Njiru: abbracci intensi e sinceri da parte di tutti, qualche iniziale sguardo perplesso da parte dei “nuovi” che ancora non ci conoscono, subito superato vedendo la spontaneità e l’affetto con cui gli altri ragazzi ci sono venuti incontro. Mum Sally come sempre ci ha accolto in casa sua, facendoci subito sentire a nostro agio. Tante cose da raccontare sull’anno appena trascorso e poi subito la mente a ciò che bisogna programmare e mettere in campo per i nuovi progetti che presenteremo nel 2023.
Due importanti novità. L’intervento finalizzato al rinnovo della cucina è andato a buon fine, basta confrontate le foto di come e dove era e di come è adesso. Le ragazze in servizio civile hanno curato il materiale per avviare sul web la raccolta fondi ed ora i ragazzi hanno una cucina confortevole. Mum Sally è riuscita a costruire un magazzino per le scorte alimentari ben isolato e areato quindi più adatto di quello precedente a conservare il cibo.
La Greenhouse (la piccola fattoria creata grazie al progetto Kupanda, con il contributo della Chiesa Valdese), procede bene e la produzione continua a consentire una buona integrazione dell’alimentazione dei ragazzi; le caprette sono aumentate e presto Sally venderà i maschi tenendone solo uno per la riproduzione, le galline sono in salute e le gabbie per i conigli sono pronte e tra pochi giorni li acquisteremo con i fondi del progetto Kupanda 2. Intanto, verificando con Mum Sally le necessità, predisporremo la domanda per Kupanda 3.
Al momento i ragazzi sono in vacanza: fino al 22 gennaio avremo modo di trascorrere con loro tempo e condividere giochi e attività, poi riprenderanno la scuola e quelli che studiano fuori dal centro raggiungeranno le loro sedi. Grazie alle donazioni, stiamo provvedendo al pagamento delle loro tasse scolastiche e, con il contributo ottenuto ai sensi dell’8permille dall’Unione Buddhista Italiana, abbiamo effettuato un primo versamento per il funzionamento della scuola interna. Per Sally è un grande sollievo sapere di avere per tutto l’anno il denaro per retribuire degnamente gli insegnanti.
Qui c’è sempre tanto da fare e le necessità sono molteplici, ma grazie a tutti cercheremo di affrontarne almeno alcune. Mum Sally e i suoi ragazzi sono ben consapevoli di avere in Italia molti amici e non mancano mai di esprimere la loro gratitudine.
Gianna e Rosa
Njiru, marzo 2022, terzo report missione
Eccoci in partenza. Sentimenti contrastanti si alternano: dopo diverse settimane c’è un po’ voglia di casa (e….di qualche comfort in più, tipo l’acqua corrente) ma l’idea del distacco dai bambini fa venire un po’ di magone.
In quest’ultime settimane siamo andati avanti con il progetto Kupanda, parzialmente finanziato dall’8permille della Chiesa Valdese: sono proseguiti i lavori alla Greenhouse che ormai, dopo la bella festa di domenica scorsa, è pronta a ricevere le piantumazioni in piena terra e ad accogliere capre e galline. Le due capre sono state acquistate ma, poiché una deve partorire a breve, restano dove sono e verranno trasportate dopo il parto. Lallo ha provveduto all’illuminazione.
Grazie alle donazioni abbiamo potuto proseguire negli acquisti: medicinali prescritti dalla pediatra rivolese, che lavora qui da anni, che è venuta al centro a visitare qualche bambino; alcuni bauletti metallici in cui possano sistemare meglio i loro abiti; due tavoli con il piano in acciaio per sostituire quelli fatiscenti in legno della cucina (e anche due bei taglieri in legno); infine cibo per integrare pasti e merende.
Inoltre abbiamo potuto sottoporre Hillary, il bambino sordo, a una serie di esami e visite accurate: dopo il 20 di aprile sapremo se è possibile iscriverlo a una scuola specializzata nella lingua dei segni . Senza sosta il lavoro di sistemazione degli abiti, completato da un mini “corso” di cucito per due ragazze che stanno iniziando anche ad approcciarsi a una macchina per cucire di Sally che siamo riusciti a rimettere in funzione.
Le attività creative sono proseguite e abbiamo organizzato i materiali in modo che, grazie alla nomina di tre ragazzi responsabili, possano continuare a fare le attività in cui sono diventati autonomi e ad avere accesso ai diversi giochi da tavolo che sono arrivati con Silvio grazie a una raccolta fruttuosa tra gli amici. Nei prossimi giorni ci attiveremo per organizzare momenti di incontro per raccontare la nostra esperienza e rilanciare la raccolta fondi.
Gianna Lallo e Silvio
Preghiera laica per i migranti
Mare nostro, che non sei nei cieli, e abbracci i confini dell’isola e del mondo, sia benedetto il tuo sale, sia benedetto il tuo fondale, accogli le gremite imbarcazioni, senza una strada sopra le tue onde. I pescatori usciti nella notte, le loro reti tra le tue creature che tornano al mattino con la pesca dei naufraghi salvati.
Mare nostro, che non sei nei cieli all’alba sei colore del frumento, al tramonto dell’uva di vendemmia, ti abbiamo seminato di annegati più di qualunque età delle tempeste.
Mare nostro, che non sei nei cieli tu sei più giusto della terraferma pure quanto sollevi onde a muraglia e poi le abbassi a tappeto. Custodisci le vite, le visite cadute come foglie sul viale, fai da autunno per loro, la carezza d’abbraccio bacio in fronte di madre e padre prima di partire.
Erri De Luca
Njiru, marzo 2022, secondo report missione
Poco più di una settimana fa, a una decina di giorni dalla partenza di Rosa e Giammario, ci ha raggiunto Silvio.
Nelle due ultime settimane la realizzazione della Greenhouse è progredita a vista d’occhio: sono state realizzate aiuole e coltivazioni verticali, il ricovero per le capre è a buon punto. È stato realizzato, sempre sotto la guida delle funzionarie del City County, il semenzaio per i pomodori da trapiantare poi sotto la serra; è stato regimentato l’afflusso delle acque piovane, sono stati realizzati il rafforzamento del muro di cinta e un cancello. Mentre molte delle ragazze e dei ragazzi più grandi sono stati coinvolti nei lavori alla Greenhouse, noi abbiamo provveduto alle attività del centro, soprattutto con i più piccoli: maschere, piccoli lavori di bricolage, giochi da tavolo e in cortile e danze si sono alternati. Con alcuni ragazzi stiamo provvedendo al riordino delle aule in vista della ripresa delle attività scolastiche.
Due giorni fa abbiamo incontrato Mike, un architetto amico di Mum Sally che 10 anni fa aveva predisposto il progetto per costruire aule, dormitori, bagni e cucina. Il progetto in questi anni è stato realizzato in modo molto parziale ovviamente a causa della mancanza di fondi. L’abbiamo rivisto alla luce delle esigenze attuali e con Mike abbiamo condiviso la necessità di predisporre un progetto modulabile in diversi lotti, funzionali tra di loro, che si possano realizzare un po’ per volta e che consentano progressivamente di migliorare le condizioni di vita dei bambini. Ci terremo in contatto per concordare la revisione del progetto e verificare naturalmente anche l’aggiornamento dei prezzi. Il nostro compito sarà quello di presentare richieste di finanziamento e raccogliere fondi con iniziative varie.
Grazie anche alle donazioni, continuiamo a integrare l’alimentazione dei bambini e pensiamo di lanciare sulla pagina fb una campagna per garantirla nel tempo.
Gianna, Lallo, Silvio
Njiru, febbraio 2022 primo report missione
Sono trascorse tre settimane da quando siamo arrivati a Njiru.
In questi due anni purtroppo la situazione relativa agli abbandoni è peggiorata: se si consultano le statistiche si tratta di un dato in continua crescita in tutto il Kenya. I bambini che vivono al Progressive sono ora 57. Mum Sally ha ampliato il servizio scolastico per offrire qualche opportunità anche a bambini e ragazzi che vivono a Njiru e che non hanno la possibilità di frequentare altre scuole. Purtroppo è sempre basso il numero di famiglie che possono/vogliono contribuire con una modesta tassa scolastica. Inoltre Sally sta estendendo il percorso scolastico interno fino al grade 8, che equivale più o meno alla nostra terza media ed ha avviato i primi due dei quattro anni di formGche è simile alla nostra superiore. Tutto ciò richiede un continuo sforzo finanziario.
L’altra novità riguarda la presenza di tre giovanissime madri che, non avendo alternative, vivono nel centro con i loro bimbi: il Progressive assume sempre più i contorni di un centro di “salvataggio” ancor più che di un orfanotrofio e le esigenze e i bisogni crescono, ma Mum Sally non si tira indietro e con determinazione prosegue il suo impegno. Il primo obiettivo del nostro ritorno a Njiru è quello di supportare l’avvio del progetto Kupanda che ha ottenuto un parziale finanziamento dalla Chiesa Valdese. Già il primo giorno dopo il nostro arrivo abbiamo incontrato con Sally i funzionari del settore agricoltura del City County of Nairobi che garantiscono una supervisione sugli aspetti legati alla coltivazione e all’allevamento e l’effettuazione di periodici stage di formazione (il primo ha avuto luogo a ottobre, in questi giorni si è svolto il secondo), nel corso dei quali viene anche affrontato il tema di una corretta alimentazione.
Ci aspettava però una novità risalente a pochissimi giorni prima del nostro arrivo: per una diatriba famigliare il generoso proprietario del terreno della fattoria si trova, suo malgrado, nella necessità di vendere il terreno e quindi nell’impossibilità di rinnovare il contratto di concessione in uso. Abbiamo perciò valutato inutile proseguire negli investimenti su quel terreno e stiamo concentrando tutti gli sforzi sulla Greenhouse, un appezzamento di terreno prospiciente il Progressive e che Sally ha regolarmente concesso in uso al centro. E’ dotato di una grande serra e, per essere messo in condizioni di produrre ha necessità di terreno nuovo, ammendanti naturali, un impianto goccia a goccia. Abbiamo quindi orientato sulla Greenhouse le risorse del progetto Kupanda, senza per questo tradire gli obiettivi fondamentali: avere una produzione che consenta di integrare l’alimentazione dei bambini, avere una produzione commerciabile, offrire opportunità di formazione e, in futuro, di occupazione per i ragazzi. La farm sarà ancora disponibile per un anno circa e quindi si provvederà a raccogliere e seminare ancora una volta mais, fagioli e patate utilizzando la scorta ancora presente di ammendante.
In questi giorni, mentre Rosa ed io ci dedicavamo ai bambini (in questi due mesi le scuole sono chiuse per le vacanze quindi non ci sono insegnanti), Giammario e Lallo hanno seguito i lavori alla green house: la serra è stata completamente rivista, sistemata e riparata dove necessario, è stata montata su un castelletto di metallo una tanica da 1000 lt. che alimenterà un impianto goccia a goccia, già posizionato sul terreno che, nei primi giorni, è stato rivoltato, arricchito di ammendante naturale e predisposto per la piantumazione. Una parte della green house verrà dedicata agli animali e anche per questo abbiamo già avuto il confronto con i funzionari del City County e definito spazi e strutture per accogliere galline, conigli e capre: Tutto quello che è stato messo in piedi alla farm verrà recuperato: i materiali per costruire il pollaio, i tubi e la tanica per l’irrigazione,
Con Rosa ci siamo dedicate ad attività creative con i bambini, cercando anche di vivacizzare un po’ gli ambienti con cartelloni e festoni; abbiamo previsto di donare al centro una bouganville, che qui cresce con grande facilità, per ingentilire un po’ il cortile. Come previsto (infatti siamo arrivate ben attrezzate alla luce della mia esperienza di due anni fa) cuciamo e ripariamo vestiti in continuazione. Un’amica ci ha inviato i denari per sostituire le scarpe. Grazie a donazioni ricevute prima di partire stiamo implementando l’alimentazione con ricche merende e, con uno stanziamento dei Fornelli in Lotta, nei prossimi giorni riforniremo il magazzino di scorte alimentari.
Alcuni ragazzi hanno superato gli esami esterni per il grade 8 e quindi proseguiranno internamente al centro per i 4 anni di scuola superiore. Nel frattempo ci hanno raggiunto, dato che sono iniziate le vacanze, i tre ragazzi più grandi che frequentano il college, dove stanno ottenendo buoni risultati. La struttura che accoglie i bambini resta molto critica: nelle prossime settimane ci dedicheremo a tracciare con Sally un progetto di massima per pianificare interventi successivi stabilendo una scala di priorità in base alla quale poi dedicarci alla ricerca di finanziamenti.
Gianna, Rosa, Giammario, Lallo
Gran Canaria, luglio 2021
Raccontiamo ai carovanieri che partecipano alla Caravana Migrantes alla Gran Canaria la realtà del confine italofrancese in Val di Susa.
Negli ultimi mesi del 2020 sono transitate oltre 4700 persone per Oulx e nei primi mesi del 2021 si sono contate oltre 1000 presenze al mese nei due rifugi. A marzo la casa occupata che ha accolto tanti migrati è stata sgomberata, senza che le istituzioni si ponessero il problema di una soluzione alternativa e così il rifugio di Oulx ha preso su di sé il carico, grazie alla disponibilità del parroco, alla presenza di alcuni operatori di una cooperativa e alla fitta rete di volontari. Nei primi tre mesi di quest’anno hanno varcato la frontiera al Monginevro 900 persone di cui 90 minori e 60 donne. I respingimenti sono pesanti e avvengono anche nei confronti di persone fragili, donne incinte, persone anziane. A maggio almeno 30 famiglie respinte più volte
Di fatto la militarizzazione dei confini favorisce il lucro illegale e lo sfruttamento; la criminalizzazione della solidarietà da parte di organizzazioni e volontari si avvale di pratiche di intimidazione, di persecuzioni giudiziarie che sfociano in un non luogo a procedere, però solo dopo perquisizioni e incriminazioni infamanti: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a scopo di lucro!
Gli arrivi dalla rotta mediterranea non si sono mai interrotti, ma dallo scorso anno risulta evidente la dominanza degli arrivi dalla rotta balcanica, con provenienze dall’Afganistan, dall’Iran e anche dall’Algeria, caratterizzati da una significativa presenza di nuclei famigliari (A giugno in soli 13 giorni 560 presenze con 29 nuclei famigliari)che affrontano un viaggio terribile e pericoloso che può durare dai 2 ai 6 anni: l’attraversamento delle numerose frontiere comporta violenze, arresti, detenzioni. Il governo italiano ha delle responsabilità enormi e proprio in questi giorni ha rinnovato gli accordi con la Libia e condivide con l’Unione Europea la politica di esternalizzazione delle frontiere, che arriva anche fino al Niger.
Gianna e Lallo
